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Orsato: "L'arbitro dentro me è morto. La partita più emozionante? Ricordo la frase di Pellissier"

L'ex arbitro Daniele Orsato di Schio ha parlato al Gran Galà del Calcio ADICOSP soffermandosi sulle fasi salienti della sua lunga carriera.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

05/05/2025 21:38 - Interviste
Orsato: L'arbitro dentro me è morto. La partita più emozionante? Ricordo la frase di Pellissier
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L'ex arbitro internazionale Daniele Orsato al Gran Galà del Calcio ADICOSP, ha parlato della situazione arbitrale italiana, ai cronisti presenti all'evento: "Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto. È ovvio che adesso i premi mi li danno perché sono vecchio, sono in pensione, quando ero in campo i premi non arrivavano. Scherzi a parte sono orgoglioso soprattutto per la mia famiglia. È stato il fulcro della mia forza, è stata la mia famiglia, quindi lo dedico a mia moglie Laura e ai miei figli Gabriel e William". Ha evidenziato l'ex arbitro ai microfoni di TMW.

Impiego all'AIA più difficile che arbitrare? "D'accordissimo, è molto più difficile. L'arbitro dentro di me è morto, ma è morto nel senso che quando sono tornato a casa dall'ultima partita dell'Europeo dissi 'ok io l'arbitro l'ho fatto, che l'abbia fatto bene o male non importa però l'ho fatto adesso devo far arbitrare gli altri' e quindi non cerco Orsato nei ragazzi quando vado nei campi a vederli, cerco però di portare la mentalità che mi è stata insegnata quando io ero ragazzino da Claudio Pieri a Maurizio Mattei fino a Pierluigi Collina che è stato il mio maestro principale".


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Poi aggiunge: "Probabilmente io sono stato fortunato, la mia generazione è stata fortunata perché abbiamo avuto dei grandi maestri come Braschi e Collina. Potrei citare anche Stefano Farina. Forse oggi a questi ragazzi giovani mancano questa schiera di dirigenti che ti ho appena detto e quindi sarà compito della sezione italiana arbitri trovarli. Abbiamo bisogno di allenatori per gli arbitri per cercare di insegnare a questi ragazzi ad andare nei terreni di gioco, fischiare e decidere senza paura".

La partita più emozionante? "Sarebbe facile dire la finale di Champions League perché per un giocatore di calcio il sogno è la coppa dalle grandi orecchie e anche per l'arbitro è stato così. Io ho avuto la fortuna di arbitrarne tante, però dico la mia duecentesima in Serie A, quando entrai in campo con i miei due figli con la divisa con scritto Orsato dietro e mi ricordo il commento di Pellissier, sapete cosa disse? 'Ci bastava un Orsato, oggi ne abbiamo tre', quindi la ricordo particolarmente quella partita per la mia famiglia. Però ne ho fatte tante e sono orgoglioso".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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